…. famiglia e senza che le distanze diventassero un ostacolo. Quegli anni universitari restano un periodo fondativo della mia vita: esami, amicizie, condivisione, impegno sociale, associazionismo e rappresentanza studentesca. Oggi, da Presidente dell’ ERSU Sassari, porto con me quel vissuto e nutro una grande gratitudine verso mio padre e mia madre per l’opportunità datami e ho sempre avuto un senso di orgoglio e di appartenenza verso l’Università di Sassari e di grande affetto e riconoscenza nei confronti di quegli anni della mia vita, bellissimi nella loro semplicità.
Ora vedo il diritto allo studio come una responsabilità collettiva: un impegno quotidiano per garantire a tutti pari opportunità di crescita, indipendentemente dal punto di partenza.
La prossima settimana si svolgeranno in tutta Italia e con un evento principale a Udine, le Giornate Nazionali per il Diritto allo Studio, promosse dall’ Andisu, l'Associazione nazionale degli organismi Dsu, e che anche l' Ersu di Sassari celebrerà con diverse iniziative il giorno martedi 14 aprile, sono un’occasione preziosa per riflettere su quanto questo diritto sia fondamentale per la società e su quanto lavoro resti da fare per renderlo pienamente effettivo.
In Sardegna affrontiamo sfide specifiche, prima fra tutte il calo della popolazione, che incide anche sulle università ma allo stesso tempo apre spazi per sperimentare modelli virtuosi di prossimità, sostenibilità e comunità studentesca.
La nostra isola, al centro del Mediterraneo e con una invidiabile posizione strategica, anche, direi sopratutto, in un contesto internazionale complesso come quello che purtroppo in questi anni stiamo vivendo, può e deve diventare, soprattutto per quanto riguarda la formazione, la ricerca e l’innovazione, le relazioni, un ponte di incontro, cooperazione e innovazione tra Europa, Africa e Medio Oriente.
Fare comunità ed essere baluardo sociale per il territorio: in questo binomio risiede la forza dell’università sarda, che trova la sua essenza nell’esperienza umana vissuta in prima persona, in presenza, calata negli spazi fisici delle facoltà, delle residenze, delle mense, nei luoghi di socialità. È lì che si creano relazioni e legami che formano la futura classe dirigente.
Come Ersu Sassari stiamo portando avanti con convinzione progetti che vanno in questa direzione: il potenziamento dei servizi, le iniziative sul benessere e la partecipazione studentesca, le attività culturali, per rendere i nostri spazi luoghi di incontro e inclusione. Ogni scelta, grande o piccola, ha l’obiettivo di far sentire gli studenti parte integrante di una comunità che cresce insieme al territorio, fondata sull’orgoglio di studiare nella nostra terra e sulla capacità di guardare al futuro con coraggio e visione.
Il diritto allo studio è come un campo che dobbiamo ogni giorno estendere, raggiungendo le periferie sociali ed esistenziali, le persone più svantaggiate, chi affronta condizioni di povertà estrema, di disabilità o malattia, di chi si trova in carcere. L’inclusione non deve essere uno slogan, ma una pratica quotidiana delle istituzioni per affermare questo diritto. Ogni volta che uno studente non viene lasciato solo e riesce a proseguire gli studi, o sceglie di restare o arrivare in Sardegna per contribuire al suo sviluppo, quel diritto si realizza pienamente.
Costruire sentieri per una nuova isola oggi significa anche e soprattutto credere nei sogni e nelle aspirazioni delle nuove generazioni. Il diritto allo studio e le università della Sardegna sono una chiave essenziale per lo sviluppo di una terra e del suo popolo.
Daniele Maoddi
Presidente Ersu Sassari – Componente Esecutivo nazionale Andisu con delega all’inclusione e alle politiche sociali